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I Padri della Patria - Parte II "Il risorgimento metafisico"
Il progetto "I Padri della Patria" diviso in tre parti, rispettivamente "La filosofia civile" (su Romagnosi, Cattaneo e Ferrari), "Il Risorgimento metafisico" (su Galluppi, Gioberti e Rosmini) e "I filosofi risorgimentali minori" (Pagano, Solecchi, Gioia, Cuoco, Delfico, Bertini) è il primo progetto del gruppo di lavoro "I padri della patria", facente capo al grande progetto storico nazionale "Italia 2011" che è a sua volta articolato nelle seguenti sezioni: a) I risorgimenti locali, b) I padri della patria e c) echi e paralleli internazionali.
Coordinatori
Dr. Accendere Pier Davide – Università del Piemonte Orientale
Segretario Generale del “Centro Studi sul Pensiero Religioso Cristiano – Osservatorio Permanente sul Dialogo Interreligioso”, Torino Curatore Bompiani

Dr. Bellantone Andrea – Ph.D.(Filosofia)
Istituto Internazionale Xavier Tilliette's (Gorizia)
Presidente e Direttore Generale di "Eurolab - Laboratorio d'Europa" (Messina)

Dr. Capilupi Stefano Maria – Ph.D.(Filosofia)
Docente dell’Università di Stato di San Pietroburgo (Progetto “Studi Italo-Russi” dell’Istituto Smolny delle Arti Liberali e delle Scienze),
Direttore del Dipartimento di Lingua e Cultura Italiana dell’Accademia Russo Cristiana di Scienze Umanistiche (San Pietroburgo, Russia)

Dr. Tiengo Glauco – Direttore del “Centro Studi sul Pensiero Religioso Cristiano – Osservatorio Permanente sul Dialogo Interreligioso”, Torino Curatore Bompiani – Direttore collana “Synesis”, Harmattan, Parigi
 
Premessa
Le filosofie di Pasquale Galluppi, di Antonio Rosmini (filosofia dell’essere ideale/psicologismo) e di Vincenzo Gioberti (filosofia dell’essere reale/ontologismo) danno piena forma alla vocazione metafisica del pensiero risorgimentale. Il fiorire delle loro filosofie è concomitante all’avvento degli ideali risorgimentali, dove le idee di libertà e di coscienza nazionale si incontrano con la tradizione cristiano-cattolica, soprattutto nella proposta teorica rosminiana e giobertiana. La speculazione metafisica conduce nell’alveo della grande filosofia europea l’apporto teorico del pensiero teoretico italiano. In particolare, l’opera di Rosmini e di Gioberti sono animate dalla volontà di congiungere la filosofia trascendentale, kantiana e idealistica, e la tradizione classico-cristiana.
La filosofia del tempo è impegnata nell’opera di superamento del relativismo sensistico in vista di una nuova fondazione dell’oggettività della conoscenza. Pasquale Galluppi, benché non possa essere definito propriamente un filosofo del Risorgimento, tuttavia rappresenta un preludio teorico importante per l’avvenire filosofia risorgimentale, elabora una filosofia dell’esperienza “in cui l’esperienza è contemporaneamente l’ambito della percezione immediata, come della riflessione, la garanzia dell’oggettività non solo del sentire ma pure delle facoltà intellettuali che nel sentire sono implicite: in tal modo Galluppi pensa di aver superato il problema cartesiano del ponte, ossia del rapporto soggetto-oggetto e allo stesso tempo il fenomenismo kantiano” (Armando Rigobello).
Senza dubbio il frutto più maturo della riflessione filosofica risorgimentale è rappresentato dalle dottrine rosminiane e giobertiane. Il dibattito sull’oggettività si precisa ulteriormente nella questione dell’origine delle idee e nella soluzione metafisica di tale origine. L’Ottocento filosofico in seno ai paradigmi spirituale-morale e religioso-politico trova la sua più significativa espressione. Le preoccupazioni metafisiche di entrambi si contrappongono alla ricerca storico-sociale, al programma politico e morale della filosofia civile. Galluppi, Rosmini e Gioberti “proporranno, pur battendo vie diverse, un ritorno alla tradizione spiritualista e alla filosofia metafisica” (Reale-Antiseri).
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Per ragioni di correttezza e onestà intellettuale, rammentiamo al lettore che la stesura del presente progetto attinge preziose informazioni dalle seguenti storie della filosofie: Armando Rigobello, Dal Romanticismo al Positivismo, in Storia del Pensiero Occidentale, vol. 5, Marzorati editore, Milano 1974; Pietro Rossi-Carlo A. Viano, L’Ottocento, in Storia della Filosofia, vol. 5, Laterza, Roma-Bari 1997; Giovanni Reale-Dario Antiseri, Marxismo, Postilluministi del primo Ottocento, Positivismo, in Storia della Filosofia, vol. 8, Bompiani, Milano 2008.
 
Obiettivi
A fronte dunque della presentazione appena esposta, la filosofia galluppiana e la filosofia più propriamente risorgimentale di Rosmini e Gioberti può costituirsi e costruirsi come un percorso valido di approfondimento della questione metafisica. Pertanto, la nostra ricerca vuole enucleare le tappe fondamentali di costituzione della metafisica di età risorgimentale – in contrapposizione alla proposta teorica della filosofia civile – quale novello paradigma teoretico di interpretazione e comprensione del reale. Quasi naturalmente ne nasce una chiara esortazione a una riproposta editoriale delle opere filosofiche di Galluppi, di Rosmini e di Gioberti; una riproposta che rappresenta in sé l’intento del presente progetto. Pure in considerazione del fatto che il panorama librario italiano è a tutt’oggi sprovvisto di larga parte dell’estesa produzione filosofica dei maggiori pensatori metafisici dell’Ottocento italiano.
Qui si propone dunque di metter mano definitivamente a questa lacuna editoriale, a questa carenza speculativa prospettando la cura e il commento delle opere sconosciute alla maggior parte del pubblico. Si propone di raccogliere le opere di Galluppi, di Rosmini e di Gioberti in volumi unici e distinti; distinti al fine di rimarcare con maggior efficacia il carattere originale del contributo filosofico dei singoli autori.
 
Biografie: Pasquale Galluppi – (1770-1846)
Pasquale Galluppi, nato a Tropea, studiò filosofia e matematica presso l’Università di Napoli e si formò sulle opere di Cartesio, Leibniz e Wolff. Ebbe il merito di favorire in Italia lo studio della filosofia europea. In particolare, Condillac esercitò sul suo pensiero una profonda influenza: «Le opere di questo filosofo fecero cambiare la direzione dei miei studi sulla filosofia […]. Io compresi che, prima di affermare qualche cosa sull’uomo, su Dio e sull’universo, bisognava esaminare i motivi legittimi dei nostri giudizi e porre una base solida alla filosofia; che bisognava perciò risalire alle origini delle nostre conoscenze» (cfr. Autobiografia). La lettura di Condillac infatti lo desterà dal sonno dogmatico di carattere razionalistico, senza farlo approdare al sensismo, alla cui radicalità contrapponeva l’equilibrato empirismo di Locke.
Nel 1807 pubblicò il saggio Su l’analisi e la sintesi. Nel frattempo si accinse allo studio di Kant e nel 1819 pubblicò i primi due volumi del Saggio filosofico sulla critica della conoscenza (il terzo e il quarto volume verranno pubblicati nel 1822; il quinto e il sesto nel 1832). Nel 1831 Galluppi ottenne la cattedra di “Filosofia intellettuale” presso l’Università di Napoli. Il frutto del suo insegnamento è raccolto nelle Lezioni di logica e metafisica (1832-1836). Nel 1827 furono pubblicate le Lettere sulle vicende della filosofia da Cartesio a Kant: l’opera rappresenta una lucida sintesi del pensiero moderno e contribuì a diffondere la conoscenza della filosofia kantiana in Italia.
Negli ultimi anni si accentuò in Galluppi l’interesse per le questioni teologiche e religiose: tutto lo sforzo di comprensione del pensiero moderno è orientato alla valutazione di tale pensiero in relazione alla fede religiosa che solo una “falsa filosofia” può incrinare. In questo senso assume particolare rilevanza il rapporto epistolare con Rosmini.
Morì a Napoli nel 1846.
La riproposta editoriale delle opere filosofiche di Galluppi è volta a riportare alla luce una delle figure più eminenti della filosofia italiana. Galluppi ebbe il merito di introdurre la filosofia italiana nell’orizzonte del pensiero europeo e di fondare la moderna storiografia filosofica in Italia.
 
Biografie: Antonio Rosmini – (1797-1855)
Antonio Rosmini (Rovereto,1797-Stresa,1855) studiò teologia presso l’Università di Padova. Ordinato sacerdote nel 1821, ritornò in Trentino dove si impegnò per il rinnovamento della vita pastorale. Nel 1826 si trasferì a Milano, dove strinse una forte amicizia con Manzoni. Tra il 1827/28 pubblicò in due volumi il frutto delle sue prime ricerche, mentre maturava la decisione di creare una nuova comunità religiosa. La nuova comunità fu fondata il 20 febbraio 1828 e Rosmini ne scrisse la regola: Costituzioni dell’Istituto della Carità. In seguito, Rosmini si trasferì a Stresa, fuori dei territori austriaci, e divenne fautore dell’idea neoguelfa. Trovò il favore di Carlo Alberto e le sue idee penetrarono negli ambienti universitari di Torino. Eco delle discussioni e delle idee filosofiche del Rosmini a Torino si ebbe nello scritto del 1836 Il rinnovamento della filosofia in Italia.
Non vennero meno gli interessi politici anche sul piano pubblicistico: nel 1849 uscì a Napoli il saggio Il comunismo e il socialismo, e l’anno precedente La costituzione secondo la giustizia sociale. Il 1848 fu per Rosmini un anno cruciale: fautore del Risorgimento nazionale, plaude all’elezione di Pio IX e pubblica i saggi sulla Costituzione e sulle Cinque piaghe. Gioberti, in quei mesi Ministro e poi Presidente del Consiglio a Torino, gli affidò una missione diplomatica presso il Papa al fine di realizzare la progettata federazione. Tuttavia gli eventi precipitarono poiché il Piemonte riprese la guerra all’Austria. Rosmini scelse di dimettersi e si trattenne presso il Papa che si accinse a nominarlo cardinale. Dopo l’assassinio di Pellegrino Rossi si parlò di Rosmini come Presidente del Consiglio a Roma, ma la sua opposizione al ritiro della costituzione lo fece cadere in disgrazia. Seguì il Papa a Gaeta, ma nel frattempo furono condannate le sue opere sulla Costituzione e sulle “piaghe” della Chiesa. Amareggiato fece ritorno a Stresa tra i suoi confratelli, dove si dedicherà interamente ai suoi studi.
Morì il primo di luglio del 1855.
 
Vincenzo Gioberti – (1801-1852)
Vincenzo Gioberti (Torino,1801 – Parigi,1852), rimasto orfano di padre, fu affidato alle cure dei Padri Filippini che lo avviarono allo stato sacerdotale. A sedici anni, conseguita l’abilitazione al magistero delle belle lettere, si iscrisse alla Facoltà di teologia dell’Università di Torino conseguendo la laurea nel 1823 con una dissertazione su “De Deo et naturali religione”. Fu aggregato al Collegio teologico dell’Università e nel 1826 divenne cappellano di corte. Proseguì ad alimentare la sua innata passione per lo studio a cui si dedicò con grande passione e “l’amore a compor libri”.
Il suo cammino filosofico fu caratterizzato fin dall’inizio dall’antisensismo e dal conseguente primato dello spirituale, ferma fu la convinzione che “l’uomo senza religione è un paradosso, è un problema insolubile” (Pensieri, I). La fine dell’età illuministica lasciò in eredità a Gioberti la delusione per l’assolutezza razionale, delusione che cercò di superare attraverso un forte legame con l’autorità della Rivelazione e della tradizione, approdando a uno scetticismo di matrice tradizionalistica. In politica, invece, Gioberti aderì al paradigma del liberalismo politico di orientamento democratico, mediazione tra una prima concezione repubblicana e la seguente posizione monarchica.
Il 1830 fu l’anno dell’ascesa al trono di Carlo Alberto e l’anno dell’esordio politico di Gioberti. Nel 1833, sospettato di liberalismo, fu accusato e arrestato, dopo essersi dimesso da cappellano di corte. Dal 1833 al 1834 fu esule a Parigi, periodo che costituì per Gioberti “una vicenda di disinganni e tormenti” (Epistolario, IV). Infine, a causa della mancanza di elementi sufficienti per una condanna definitiva, gli fu concessa la grazia dell’esilio. Inoltre, si consolidò nel suo pensiero un’avversione profonda verso il razionalismo e l’assoluta autonomia del soggettivismo critico. Nel 1834 si trasferì a Bruxelles come insegnante di filosofia presso l’istituto Gaggia: questi furono gli anni della sua maggiore produzione filosofico-politica. Tra il 1843/1844 vi fu l’importante pubblicazione Degli errori filosofici di Antonio Rosmini, in cui Gioberti considerò la scoperta rosminiana dell’essere non sufficientemente correlata alla sua Fonte divina e quindi la ritenne insufficiente a superare lo psicologismo. Il 1843 fu anche l’anno della celebre opera Del Primato morale e civile degli italiani: il primato di un popolo che aspira a un’indipendenza spirituale e politica intorno al Papato. Altrettanto significativa fu la polemica del Gioberti con i Gesuiti, alla quale dedicò tra il 1845 e il 1846 i cinque volumi del Gesuita moderno, ove contrappone la figura di S. Ignazio a quella dei suoi eredi. Nei due anni successivi uscì anche l’importante opera nota come l’Apologia del libro intitolato il gesuita moderno.
Alla fine di maggio del 1848 Gioberti rientrò a Torino; accettò di far parte come ministro senza portafoglio del governo Casati e incaricò Rosmini di recarsi a Roma per offrire a Pio IX la presidenza della Lega italiana. Dopo la sconfitta di Novara rientrò nel governo (anche in questa occasione come ministro senza portafoglio) e in tal veste si recò a Parigi come plenipotenziario. Negli anni seguenti decise di dimettersi e rimase a Parigi, in esilio volontario. Nella residenza parigina di rue de Parme scrisse Del rinnovamento civile d’Italia, edito nel 1851.
A Parigi ritornò anche ai suoi interessi filosofici e religiosi, curando lavori di grande rilievo che rimasero però incompiuti come la Protologia e La filosofia della Rivelazione. La riforma cattolica e La libertà cattolica, invece, rappresentarono l’ultimo determinante contributo speculativo di Gioberti.
Morì in solitudine a Parigi nella notte tra il 25 e il 26 ottobre 1852.
 
Opere Filosofiche
Pasquale Galluppi (1770-1846)
– Volume unico– Pagine 3000 (c.a.)
Memoria apologetica, Napoli, 1795.
• Sull’analisi e la sintesi, Napoli, 1807.
• Saggio filosofico sulla critica della conoscenza, o sia analisi distinta del pensiere umano, con un esame delle più importanti questioni dell’ldeologia, del Kantismo e della Filosofia trascendentale, 6 voll.: 1819 (voll. I, II), 1822 (vol. III), 1827 (vol. IV), 1829 (vol. V), 1832 (vol. VI).
• Elementi di filosofia, 6 tomi in 3 voll., Messina, tt. I e II, 1820, tt. III-V, 1826, t. VI, 1827; t. I, Messina, 1830; tt. II-V, Napoli, 1832; 3 voll., Milano, 1832; 6 voll., Napoli, 1834-37.
• Lettere filosofiche sulle vicende della filosofia, relativamente a’ principii della conoscenza umana da Cartesio insino a Kant inclusivamente, Messina, 1827.
• Lezioni di logica e di metafisica, 3 voll., Napoli, 1832-34; 5 voll.: Napoli, 1837-41 (voll. I-IV), Napoli, 1842 (vol. V); Milano, 1840; 2 voll., Firenze, 1841; 4 voll., Milano, 1845-46.
• Filosofia della volontà, 4 voll., Napoli, 1832-34 (voll. I-II), 1839-40 (voll. III-IV); Napoli, 1838-42; 3 voll., Milano, 1846.
• Storia della filosofia, Napoli, 1842.
• Autobiografia [15 agosto 1822], in F. Pietropaolo, Scritti inediti di Pasquale Galluppi, in "Rivista di filosofia scientifica".


Antonio Rosmini (1797-1855)
–Volume unico– Pagine 3000 (c.a.)
Opuscoli filosofici 1827-1828.
• Nuovo saggio sull'origine delle idee 1830.
• Princìpi della scienza morale 1831.
• Il rinnovamento della filosofia in Italia 1836.
• Storia comparativa e critica dei sistemi intorno alla morale 1837.
• Antropologia in servizio della scienza morale 1838.
• Trattato della scienza morale 1839.
• Filosofia della politica 1839.
• Filosofia del diritto 1841-1845.
• Teodicea 1845.
• Psicologia 1850.
• Introduzione alla filosofia 1850.
• Logica 1854.
• Del principio supremo della metodica 1857.
• Aristotele esposto ed esaminato 1857.
• Teosofia 1859-1874.
• Saggio storico-critico sulle categorie e la dialettica 1882.
• Antropologia soprannaturale 1884.


Vincenzo Gioberti (1801-1852)
–Volume unico– Pagine 3000 (c.a.)
Teorica del sovrannaturale 1838.
• Introduzione allo studio della filosofia 1840.
• Considerazioni sulle dottrine religiose di V. Cousin 1840.
• Degli errori filosofici di A. Rosmini 1841-1843.
• Del primato morale e civile degli Italiani 1843.
• Gesuita moderno 1845-1846.
• La riforma cattolica 1856 (postumo).
• La filosofia della rivelazione e la Protologia 1857 (postumi).
• Rinnovamento d’Italia 1851.

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Per ragioni di sintesi dobbiamo prendere in considerazione soltanto le opere più note e significative, dunque il presente elenco potrà essere soggetto a modifiche e integrazioni.
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